Sunday, May 21, 2017

GRUPPO FOLK INTERNAZIONALE ‎– '75-'79 (2006, CD, ITALY)

Gruppo Folk Internazionale 1975/1979 (2006)
Riedizione su CD di quattro celebri album del Gruppo Folk Internazionale del periodo ‘75-’79.

“La riedizione su CD degli album del Gruppo Folk Internazionale (GFI) e dell’Ensemble Havadià sarebbe giustificata anche solo dall’importanza che ha assunto la figura di Moni Ovadia, che di entrambi i gruppi fu l’ispiratore e una delle personalità principali. Chi ha conosciuto Ovadia come uomo di teatro, come interprete della tradizione ebraica, come umorista e ideologo, non farà fatica a trovare in questi dischi le fonti dell’intensità e della versatilità che hanno contribuito a determinare il suo grande successo. Chi lo conosceva da prima non ha mai avuto dubbi che Moni abbia sviluppato e perfezionato capacità e repertori che erano già suoi fino dagli anni settanta: questi materiali potrebbero essere tutti o quasi tutti estratti dagli spettacoli più recenti di Moni.
Ma nel GFI e nell’Ensemble Havadià non c’era solo Ovadia. Erano gruppi, calati fino in fondo nell’idea collaborativa che fu imposta prima ancora che dai Beatles, dai collettivi che animarono la scena del folk revival angloamericano, dagli Almanac Singers e dai Weavers di Pete Seeger al London Critics Group di Ewan Mc Coll: quest’ultima fu una delle influenze più forti che portarono alla nascita del GFI. Il contributo di tutti componenti fu importantissimo: non solo al lavoro dei due Gruppi, ma anche a quello della Cooperativa l’Orchestra, che aiutarono a fondare. E’ impossibile non citare almeno le voci eccezionali di Mariuccia Colegni, Silvia Paggi, Roberta Zanuso, il contributo strumentale e compositivo di Maurizio Dehò, Alfredo Lacosegliaz, Piero Milesi, Mario Arcari, che sono stati tutti in vari modi coinvolti nelle fasi successive della carriera di Ovadia. E non solo: Mauro Pagani ha riconosciuto il suo debito verso il GFI per la “svolta” che lo ha portato a comporre per De André le musiche di Creuza de ma; Arcari ha lavorato a lungo con Fossati e De André, per il quale Milesi é stato arrangiatore e poi produttore negli ultimi due album: nel materiale del GFI e dell’Ensamble Havadià si respira l’aria della migliore canzone d’autore italiana degli ultimi 
vent’anni.”

Gruppo Folk Internazionale ‎– Festa Popolare (1976)
LP - L'orchestra ‎– OLP 10005 A
Elenco tracce:
A1 Orange Blossom Special (trad) 1:57
A2 Na Kone' (trad) 1:56
A3 Main Rue Platz 2:34
A4 Brother Did You Weep 2:07
A5 Sentite Buona Gente (trad) 3:18
A6 Deportee 4:10
A7 Doña Javiera Carrera (trad) 2:50
B1 The Wark Of The Weavers (trad) 2:04
B2 Ena Dilino' 2:30
B3 La Fontanella (trad) 2:29
B4 Santy Ano (trad) 2:03
B5 Reel (trad) 1:32
B6 Polesine 4:04
B7 La Petenera (trad) 3:58

Gruppo Folk Internazionale ‎– Daloy Politzei (1977)
LP - L'Orchestra ‎– OLP/10013
Elenco tracce:
A1 Daloy Politzei  (Trad) 2:31
A2 Pod Goroi Rasli Zvietocki (Trad) 4:03
A3 Tanac  (Trad) 1:00
A4 Gasta E' Magla (Trad) 2:25
A5 Vrlicko Kolo (Trad) 3:21
A6 Szeki Tancok (Trad) 4:46
B1 Stojan Na Stanka Dumaše (Trad) 5:23
B2 Kolo Danza Croata (Trad) 2:16
B3 Sida Ruda (Trad) 2:47
B4 Moldava (Trad) 2:58
B5 Szerelim - Szerelem (Trad) 1:12
B6 Hol Jiartal Az Jiel (Trad) 2:10

Gruppo Folk Internazionale ‎– Le Mille E Una Notte (1979)
LP 12", 45 RPM - L'Orchestra ‎– OM 101 
 
Elenco tracce:
A1 Città Bianca E Azzurra 2:16
A2 Festa Pomposa 4:21
B1 Morte Di Sherazade 3:00
B2 Danza Finale 2:08

Gruppo Folk Internazionale ‎– Il Nonno Di Jonni (1979)
LP - L'Orchestra ‎– OLPS 55001
Elenco tracce:
A1 El Kolo Go Balà
A2 Il Nonno Di Jonni 
B1 Gavrilka Il Ferroviere 
B2 La Piccola Fiammiferaia 
B3 La Fortezza

Arranged By, Producer – Gruppo Folk Internazionale (tracks: 2.01 to 2.09)
Artwork – Indipendent Studio
Cello – Piero Milesi (tracks: 2.01 to 2.04)
Cover – Luca Piscicelli (tracks: 1.01 to 1.14)
Cover [Cover Illustration] – Massimo Borghesi (tracks: 1.15 to 1.26)
Graphics – Alberto Mazzenzana (tracks: 2.01 to 2.09)
Liner Notes – Franco Fabbri
Mixed By – Lino Castriotta (tracks: 1.15 to 1.26)
Other [Realization] – Mia Rosenfeld
Performer:
Alfredo Lacosegliaz (tracks: 2.01 to 2.09), Claudia Gallone (tracks: 1.01 to 1.14), Enrico Sassoon (tracks: 1.01 to 1.14), Gianfranco Calabrese (tracks: 2.01 to 2.09), Marco Ribeca (tracks: 1.15 to 1.26), Mario Arcari (tracks: 2.01 to 2.09), Mariuccia Colegni, Maurizio Dehò (tracks: 1.01 to 1.26), Moni Ovadia, Paolo Oniga (tracks: 1.01 to 1.14), Piero Milesi (tracks: 1.15 to 1.26), Roberta Zanuso (tracks: 1.01 to 1.14), Silvia Paggi (tracks: 1.15 to 2.09) Photography – Cerocchi, Enrico Valenti - Studio Egle (tracks: 1.15 to 1.26), Fabio Treves (tracks: 1.01 to 1.14), Roveri Contax, Marco Dalumi (tracks: 2.05 to 2.09) Songwriter – A. Lacosegliaz* (tracks: 2.05 to 2.08), Maurizio Dehò (tracks: 2.01 to 2.04) Technician [Fonico] – Lino Castriotta (tracks: 2.01 to 2.09) Technician [Sound Technician] – Lino Castriotta (tracks: 1.01 to 1.26), Maurizio Dugoni (tracks: 2.01 to 2.04)

ENSEMBLE HAVADIA' ‎– '81-'82 (2006, CD, Italy) Repost!

Etichetta: Cooperativa L'Orchestra 5051011-4590-2-3

La nuova edizione dell’album dell’Ensemble Havadià, contiene alcuni brani tratti da Specchi/Mirrors/Miroirs/Spiegel, il Concerto teatrale che l’Ensemble Havadià presentò nel corso del 1982. Il concerto, concepito come spettacolo teatrale, vide l’interazione di dieci musicisti e una ballerina con una complessa struttura scenografica luminosa a forma di piramide che racchiudeva gli esecutori come un cerchio magico, e che guidava, con i suoi mutamenti di luce, lo svolgersi dell’azione.
“La riedizione su CD degli album del Gruppo Folk Internazionale (GFI) e dell’Ensemble Havadià sarebbe giustificata anche solo dall’importanza che ha assunto la figura di Moni Ovadia, che di entrambi i gruppi fu l’ispiratore e una delle personalità principali. Chi ha conosciuto Ovadia come uomo di teatro, come interprete della tradizione ebraica, come umorista e ideologo, non farà fatica a trovare in questi dischi le fonti dell’intensità e della versatilità che hanno contribuito a determinare il suo grande successo. Chi lo conosceva da prima non ha mai avuto dubbi che Moni abbia sviluppato e perfezionato capacità e repertori che erano già suoi fino dagli anni settanta: questi materiali potrebbero essere tutti o quasi tutti estratti dagli spettacoli più recenti di Moni.
Ma nel GFI e nell’Ensemble Havadià non c’era solo Ovadia. Erano gruppi, calati fino in fondo nell’idea collaborativa che fu imposta prima ancora che dai Beatles, dai collettivi che animarono la scena del folk revival angloamericano, dagli Almanac Singers e dai Weavers di Pete Seeger al London Critics Group di Ewan Mc Coll: quest’ultima fu una delle influenze piùforti che portarono alla nascita del GFI. Il contributo di tutti componenti fu importantissimo: non solo al lavoro dei due Gruppi, ma anche a quello della Cooperativa l’Orchestra, che aiutarono a fondare. E’ impossibile non citare almeno le voci eccezionali di Mariuccia Colegni, Silvia Paggi, Roberta Zanuso, il contributo strumentale e compositivo di Maurizio Dehò, Alfredo Lacosegliaz, Piero Milesi, Mario Arcari, che sono stati tutti in vari modi coinvoltri nelle fasi successive della carriera di Ovadia. E non solo: Mauro Pagani ha riconosciuto il suo debito verso il GFI per la “svolta” che lo ha portato a comporre per De André le musiche di Creuza de ma; Arcari ha lavorato a lungo con Fossati e De André, per il quale Milesi é stato arrangiatore e poi produttore negli ultimi due album: nel materiale del GFI e dell’Ensamble Havadià si respira l’aria della migliore canzone d’autore italiana degli ultimi vent’anni.”
The CD Remastered Edition included:
           
Ensemble Havadià - Ensemble Havadià (1981, LP)
Tracklist:
1 Finale 5:09
2 I Benandanti 6:23
3 Aria Del Serpente 1:32
4 Il Serpente Burocratico 2:59
5 Aria Del Serpente 1:53
6 Gocce Amare 6:03
7 Konik (La Danza Al Campo Dei Cavalli Guerrieri) 2:48
8 Fuma El Camin 7:28
9 Sigla 0:44

Musicians:
Classical Guitar, Percussion, Acoustic Bass, Vocals – Alfredo Lacosegliaz
Contrabass – Mauro Minucci
Oboe, Saxophone, Vocals, Percussion – Mario Arcari
Violin, Vocals – Gianfrancesco Calabrese
Vocals, Electric Bass, Glockenspiel – Mariuccia Colegni
Vocals, Organ, Percussion – Silvia Paggi
Vocals, Violin, Trombone, Classical Guitar – Mony Ovadia 

Ensemble Havadià - Specchi (1982, 12", EP)
 Tracklist:
10 Apertoure 1:06
11 L'Eternità 4:06
12 Straziato Assai 1:34
13 Rumba "An Den Leser" 4:44
14 Treno 9:29

Musicians:
Classical Guitar, Percussion – Alfredo Lacosegliaz
Double Bass – Mauro Minucci
Electric Guitar, Keyboards – Lorenzo Leddi
Engineer – Alfredo Di Muro Villicich 
Graphics – Gabriele Amadori
Oboe, Saxophone – Mario Arcari
Producer – Ensemble Havadià
Trumpet – Diego Ruvidotti
Vibraphone, Drums – Aldo Di Marco
Violin – Velemir Dugina
Vocals – Mony Ovadia
Vocals, Electric Bass – Mariuccia Colegni

NAPOLI CENTRALE ‎– Qualcosa Ca Nu' Mmore (1978, CD, Italy)

Tracks:
1. O Nemico Mio 8:42
2. O Specchio Addo' Me Guardo 8:30
3. Qualcosa Ca Nu' Mmore 4:34
4. A Musica Mia Che R'e' 5:58'
5. A Musica Si Tu 6:06
6. Nun Song Na Vacca 4:17
Bass [Bass Fender], Effects [MXR90] – Ngtù Mabutu (tracks: A1)
Cover – Antonio De Pascale
Drums, Percussion [Tin] – Franco Del Prete
Effects [Echo Roland], Soprano Saxophone, Tenor Saxophone, Woodwind, Vocals – James Senese
Lyrics By – F. Del Prete (tracks: A1, B1, B3)
Music By – J. Senese
Percussion – Alfonso Adinolfi
Piano [Acoustic Piano], Organ [Hammond C/3] – Pippo Guarnera
Technician – Attilio Ruggiero

Saturday, May 20, 2017

PANTA RHEI - Bartok (1977, Hungary)

Bartok (1976-77) All the pieces are Bartok adaptations, some from the Microcosmos. Ostinato, Allegro Barbaro and Dance Suite were recorded live. On Ostinato the drummer is Miklos Kiss. The first three songs would have been on the unreleased single.

Panta Rhei played in Hungary, from 1974 to 1982, in various styles, from jazz to progressive rock. They also designed and built their own synthesizers. Later they continued recording as P.R.Computer. Panta Rhei were well known in Hungary for their classical adaptations (in particular from Bela Bartok and Edward Grieg) and their instrumental compositions. Their music was heavily influenced by ELP, Nice, King Crimson, etc. 
The band recorded 2 LPs, and about 6 singles, and numerous pieces for film and ballet. Their LPs sold over 100,000 copies in Hungary and Eastern Europe. A CD of some of the previously unpublished music was released in 1998. In 2002 a book about the band was published, accompanied by a CD with a collection of songs recorded between 1975-79. Their Bartok recordings were never released, due to objections by the Bartok family.

Monday, May 15, 2017

TERRENO BALDIO ‎– Além Das Lendas Brasileiras (1977, LP, Brasil)

From the well made fusion between the best of progressive rock in the same vein of Gentle Giant with brailian folk music to a marvelous cover version of Chico Buarque, "Passaredo" (and thats not a easy task, must be said), the music itself is very criative, fluid and variated, showing the best of Brazilian Progressive Music.
The choise to sing the most know brazilian legends was a ambitious task. Not only because Brazil have a lot of, and, being the size it is, but because even the most common ones have a thousand of changes bewteen them. But the lyrics achieved to highlight the intersection points of this stories (and the vocals work, especially when accompanied with flutes). Flutes, by the way, that emulates the brazilian birds in "Iara" in a magnificent track. (GKR)

Saturday, May 13, 2017

ROBERT GENCO ‎– Beyond The Life (oltre la vita) (1977, Italy)


Batterista calabrese, Roberto Genco ha inciso e pubblicato privatamente il suo unico album Beyond the life (Oltre la vita) nel 1977. Con un'ottima qualità tecnico-musicale e di registrazione, per essere un'autoproduzione, il disco è di genere jazz-rock e contiene 5 lunghi brani con testi in inglese, cantati dallo stesso Genco, accompagnato da ottimi musicisti come il chitarrista Giorgio Cocilovo e il sassofonista e flautista Hugo Heredia. Un bel disco, purtroppo poco conosciuto e finalmente ristampato in CD solo nel 2011.
Il musicista non riuscì a realizzare nessun altro disco e, dopo una vita molto difficile, è scomparso nel dicembre 2014.

Friday, May 12, 2017

THE LOCALS‎ - The Young Lovers (1980, LP, Germany)


Originari di Hannover, i 'The Locals' nacquero nel 1978 da un'idea del compositore e polistrumentista Michael Rietzke. Il gruppo ebbe purtroppo vita breve, sciogliendosi nel 1983 e pubblicando un unico album, 'The young lovers' di chiare e marcate influenze della musica di Frank Zappa. L'album è pieno di testi satirici sulle questioni sociali, economiche e politiche del periodo.
Personnel:
Michael Rietzke (lead guitar, guitar, vocals, keyboards, producer), Ralf Piefkowski (keyboards, sounds, vocals), Andreas Herdy (vibes, marimba), Thorsten Raabe (bass), Manfred Stürwold (Hammond organ), Christian Dorow/ Thomas Quasthoff (vocals), Otto Plachetka (drums, vocals)

Thursday, May 4, 2017

ALAIN ECKERT QUARTET - Live (1981, Unreleased, France)

Personnel:
Alain Eckert (guitare électrique et acoustique)
Alain Lecointe (basse)
Serge Bringolf (batterie, saxophone soprano) 
Patricia Dallio (piano Yamaha)

Recorded live A L'Ouest de la Grosne, 30/11/1981
Tracks
1.Titre 08:22
2.Titre 18:31
3.Titre 09:00
4.Titre 06:30
5.Dense 20:22*
6.Titre 17:23
7.Titre 05:22
8.A l'Ouest 33:43*
* bonus tracks included in 2013 Soleil cd reissue

ALAIN ECKERT et CHARLES LOOS (1979, Unreleased, France)

Personnel:
Alain Eckert (guitare)
Charles Loos (piano)

Tracks:
1.Titre 08:44
2.Titre 22:40
3.Titre 05:20
Concert enregistré le 17 juin 1979

Sunday, April 30, 2017

LI TROUBAIRES DE COUMBOSCURO ‎– Lou Pan Crousia (1989, LP, Italy)

Concept Album: Leggenda di Natale. Guest: Lou Teatre Coumboscuro, Archi dell'Amadeus Orchestra, Società Corale Città di Cuneo.
Li Troubaires de Coumboscuro were an Italian Provençal band with a broad, modern musical style that combined touches of rock progressive with folk including traditional instrumentation, but rooted in a rock timbre and rhythms.
The group released four studio albums, most on minor labels except their final release 'A Toun Soulei' that featured guest appearances by Alan Stivel, Gabriel Yacoub and ex-PFM guitarist Tazenda Franco Mussica. Amazing and obscure. Highly recommended!

Oz Quartet - Instant (1983, LP, France)

Beautiful Jazz-Rock/Fusion with some Zeuhl flavoring. Obscure and underrated.

I GIGANTI ‎– Terra In Bocca (Poesia Di Un Delitto) (1971, LP, Italy)

Many prog fans from outside Italy probably only know I Giganti for their much looked-after Terra in bocca album, but this band from Milan was formed in 1964 with the same line-up and was one of the most successful beat groups in Italy during the sixties, with two albums and around 15 singles before a short split. They even played with the Beatles during one of their Italian dates.
All the members were also good singers and the nice contrast between their different voices (including the characteristic bass tone of drummer Enrico Maria Papes) was one of the most impressive elements in their 60's production.

Terra in bocca is a very ambitious concept album about mafia, with strong and brave lyrics (written by Piero De Rossi) and complex music arrangements, that sometimes are not perfectly combined with text. All the tracks are connected to form two side-long suites. For its contents the album was also banned by the Italian radio.
Some guests appear on it, among which the keyboardist and composer Vince Tempera (who later played with Il Volo) future Area's bass player Ares Tavolazzi, drummer Ellade Bandini (these three musicians were playing together at the time under the name The Pleasure Machine), guitarist Marcello Dellacasa, later with Latte e Miele and the spanish bass player of I Ribelli, Angel Salvador.
An interesting work though a bit disjointed, very hard to follow for non Italian listeners, the album is rare and well regarded by many.
A single was also taken from the LP, having the same cover design (by Gianni Sassi and his al.sa studio before he founded the Cramps label), and the band released another 7" single a year later before disbanding.

CONFLUENCE ‎– Arkham (1977, LP, France)

Avant garde & free jazz combo named "Confluence" from France, composedd by one of the best avant-gardist jazzmen of the moment lead by bassist Didier Levallet. The band plays 6 compositions each one composes by all members except two by Levallet. The music sound spirit jazz with oriental & afro mood, avant jazz is switched in free on differents tunes, similar to Magma works.

L'Orchestre Sympathique ‎– Live In Detroit (1981, LP, Canada)

Recorded live at Montreux - Detroit International Jazz Festival in August, 1980.

Saturday, April 29, 2017

SATCHITANANDA ‎– A Thought Away (1978, LP, Usa)

Great and obscure complex prog-jazz/fusion band of the Maryland, Washington DC area.
Intricate, hight dynamic with constant keyboard and piano alternations, beautiful sax and flute dialog and soloing, highly recommended!

Jackie Orszaczky ‎– Beramiada (1975, LP, Australia)

After Hungarian band Syrius toured and recorded an album in Melbourne in the early 70s bassist Jackie Orszaczky remained on and became an integral part of the Australian funk scene. This is the one solo album he cut in the 70s. Tight jazz prog. Hard to find.

Tuesday, April 25, 2017

NANU URWERK ‎– Irgendwo...Nicht Weit Von Hier... (1980, LP, Germay)


NANU URWERK was an obscure band whose only musical endeavor seems to be a fairly non-commercial type of fusion album in the late 70's. Not a typical jazz-rock album, especially when one looks at the year it was produced. The core of the sound is oscillating around a warm, atmospheric Rhodes piano that resembles Soft Machine's adventures. This band doesn't get as cool as the British group did after the first albums. They work around melodic, mellow and subtle jazz-rock ground and spice it up with unexpected funny harmonies and dissonant brass/woodwind sections. Some seldom vocal moments also present flirting with Zappa's world.                

ZOIKHEM - Vox Clamantis In Deserto (1997, CD, France)

A French experimental rock ensemble ZOÏKHEM were founded in 1995 as a trio by the frontman / drummer / pianist / composer / producer Franck SMITH, a baritone vocalist Pascal TERRIEN, and a pseudonymous clarinetist HÉLIOS. The ensemble's name ZOÏKHEM, a coined word mixed with "Zoï" and "Khem", means "sounds on a black land" according to what Franck's said. With their original soundscape not only clearly influenced by the Zeuhl Emperor MAGMA but also merged with electronic / acoustic chamber flavour, they had released two studio-based albums in 1997 titled "Requiem" and "Vox Clamantis In Deserto" via a French independent label Tribal Productions. Franck released two albums as a solo artist after ZOÏKHEM disbanded.

Monday, April 17, 2017

CARPINETA - s/t (1978, LP, Italy)

Just a little known album for this group, whose name comes from the hill facing the town of Mormanno (Calabria) where three of the musicians came from. The album mixes popular music with lyrics dealing with labour and emigration, and modern sounds that show jazz-rock influences, with an interesting result that sometines resembles the latest production of Canzoniere del Lazio. The record was self-produced, recorded in the band's rehearsal studio in Florence, with the limits of an amateurish production. It had a limited distribution that makes it hard to find now. To promote the LP the group had some concerts in Tuscany and Calabria, but it broke up soon afterwards. (Italianprog)

CARPINETA (di Gianfranco Oliva)
Carpineta è il nome del colle posto ad ovest dell’abitato di Mormanno; fra i due, scorre il fiume Battendiero. Fino all’incirca quaranta anni fa, affacciandosi dalla villetta antistante la Chiesa di S.Rocco, si poteva osservare, sulla sommità del colle, la sagoma della cappella intitolata alla Madonna di Lourdes; sul libretto di Vincenzo Minervini “Mormanno di una volta”, è interessante rileggere l’evento che ha portato alla sua edificazione. Nello stesso tempo, si poteva ascoltare il rumore del fiume che, all’epoca, possedeva una tale portata da rifornire le centrali idroelettriche dislocate lungo il suo corso, uniche risorse di energia elettrica per il paese, prima dell’avvento dell’Enel. In seguito, il variare delle condizioni climatiche prima e la costruzione dello sbarramento idrico al Pantano poi, hanno ridotto il Battendiero ad un corso d’acqua a volte simile ad un ruscello. 
Affacciandosi oggi dallo stesso posto, la cappella risulta ormai completamente mascherata dalla vegetazione e non si nota più; delle centrali, rimangono i ruderi ed il rumore del fiume è stato sostituito da quello estremamente fastidioso dei mezzi circolanti sulla Autostrada SA-RC (fermo restante il beneficio apportato da quest’ultima).

Nel 1978 Carpineta diventa il titolo di un longplayng interamente pensato e realizzato da un gruppo (allora) di ragazzi; oggi sono dei signori di mezza età, per dirla alla Marcello Marchesi, rispolverando una vecchia trasmissione televisiva degli anni ’60. Naturalmente, per non urtare la loro suscettibilità, puntualizzo che io, oggi, risulto essere un signore di ¾ di età. I ragazzi di allora, nello stesso ordine di cui alla copertina del disco, erano:
• Roberto Leonetti, piano elettrico, tastiere, chitarra acustica, organetto;
• Mario Lauria, sax tenore –soprano, clarinetto, flauto, zampogna;
• Francesco Fortunato, chitarra elettrica, acustica a 6 e 12 corde, mandolino e voce;
• Francesco Tarantino, basso, camastre, palo preparato, voce; è l’autore dei testi;
• Franco Bozzi da Pisa, batteria, percussioni, campanacci.
Anche loro iniziarono come “complesso” (oggi sono denominati “gruppi”), riproponendo i successi allora in voga, come d'altronde altri avevano fatto, sempre (e non solo) a Mormanno; compreso io con gli amici del tempo, all’incirca una decina di anni prima. Ma a differenza di tutti gli altri precedenti gruppi e di quelli che seguirono, loro riuscirono a completare un percorso di ricerca musicale abbastanza originale, fino alla scrittura di testi e di musiche, innescate in tematiche
interessanti ed attuali. Per noi, il complesso, o gruppo, era il fine per giocare e divertirsi con la
musica; per loro, ha finito per essere il mezzo per proporre delle idee.
L’album affrontava il tema dell’emigrazione e di conseguenza, si collegava, anche se in piccolo, all’eterno problema della questione meridionale.
Anche nella grafica della copertina mostrarono intuito ed originalità, trasformando il titolo dell’album in un acronimo, raggruppando una serie di parole direttamente collegabili al dramma, appunto, dell’emigrazione, come rappresentato nel seguente stralcio del retro.


Quasi trenta anni dopo, sembra di rileggere un copione letto e riletto, con l’aggiunta di nuovi figuranti: l’emigrante ormai acculturato, o addirittura in possesso di titolo di studio superiore, l’emigrante pendolare; e tutti, con l’aggravante della precarietà: i servizi giornalistici e televisivi in 
merito ormai si sprecano.Probabilmente è stato l’effetto dell’avvento della cosiddetta seconda
Repubblica, costruita con i mattoni della prima; anzi, ma parlo per me, sicuramente qualche nuovo mattone è risultato essere peggiore di quelli vecchi.
Avevo intenzione di proporre, ai nostri, di pensare alla rimasterizzazione dei brani, inserendoli in un CD per proporlo a tutti quelli che del disco non hanno memoria; ma l’intenzione è superata dalla notizia che, in occasione del trentennale dalla presentazione dell’album, sarebbe loro intenzione predisporre una nuova serie di brani sempre sulla stessa tematica, penso ovviamente, alla luce dell’attuale panorama sociale: è vero? (Lo chiedo a loro).
Si dice che Eduardo De Filippo, volesse trasformare il finale di Napoli milionaria in “nun è ancora passata a nuttata” caricandolo di cupo pessimismo rispetto alla speranza espressa da “adda passà a nuttata” dell’edizione originale.
Sicuramente sarà interessante verificare se la rabbia insita nei brani di Carpineta, negli eventuali nuovi brani risulterà immutata o trasformata in amara rassegnazione, come quella del grande meridionalista Giustino Fortunato, nato a Rionero del Vulture, dalle nostre parti, che così si
esprimeva: “Siamo quelli che la razza, il clima, il luogo, la storia hanno voluto che fossimo”. Naturalmente è solo una provocazione, conosco bene questi ex ragazzi.
Di seguito si ripropongono tutti i testi dell’album.
Consiglio, inoltre, di fare in modo di riascoltarlo: primo, perché è veramente interessante e ne vale la pena, e poi, perché rappresenta una di quelle, forse poche, iniziative nate a Mormanno, di carattere culturale, che è doveroso ricordare.



MASSIMO GIUNTOLI & ROBERTO MERONI ‎– Diabolik e i Sette Nani (1981, LP, Italy)



Prima ed unica fatica realizzata in coppia per Massimo Giuntoli, compositore, performer, designer urbano e artista multimediale (nel disco in veste di pianista, suo primo amore), e Roberto Meroni, affermato jazzista (nel disco suona clarinetto e sax).
Realizzato nel 1980, Diabolik e i sette nani, è un album piuttosto raro in quanto l’etichetta Rombo lo pubblicò con una tiratura molto limitata.

Disco strumentale basato sulle evoluzioni dei due musicisti tra elementi jazz, classici e improvvisati (Giuntoli è “artisticamente debitore”, tra gli altri, di Frank Zappa), momenti vivaci e intensi, con intrecci sonori di piano e fiati, suggestive e solitarie divagazioni, atmosfere cinematografiche e tiepidi rimandi al Keith Tippett Group. Di progressivo, in realtà, c’è poco, ma va apprezzata la volontà dei musicisti di andare controcorrente in anni in cui la musica aveva preso tutt’altra piega.

Così descriveva l’album Al Aprile: “…Disco lucido, costruito con buona tecnica e ottima conoscenza della storia musicale nei suoi più vari e solo apparentemente contrastabili aspetti, l’album gioca tra reminiscenze di tocco colto buona destrezza improvvisativa (dimostrata poi anche dal solo Giùntoli in successivi concerti) e spiccate simpatie per certe accattivanti alchimie del rock-jazz canterburyano…”.

Decisamente un brano adatto per una colonna sonora di un film è I racconti di Canterbury. Nel primo minuto è soprattutto il clarinetto a tenere le redini della scena, col piano in sottofondo. Non molto dopo il piano diventa più intenso e ossessivo, un po’ gobliniano. Passata la “sfuriata”, il brano diventa più allegro, a tratti è quasi musica da saloon.

Mastro Antonio. Dopo un breve avvio che richiama in parte la spensieratezza della seconda parte del brano precedente, Giuntoli inizia una serie di evoluzioni al piano (che sanno di improvvisato), con il clarinetto che fa da contorno apparendo e scomparendo.

Tre movimenti per pianoforte. Clarinetto e piano danno da subito via ad una composizione jazz molto leggera, creando poi anche atmosfere sognanti. Più avanti il brano restituisce frammenti più vivaci e molto liberi. L’amalgama tra i due strumenti a tratti è molto suggestiva. Intorno ai nove minuti il piano diventa, per poco tempo, più malinconico. In esso si intravedono un po’ di Banco. Torna molto presto vivo con uno sprazzo che ricorda alla lontana, in un tratto, “Il volo del calabrone” di Rimskij-Korsakov. Anche questo brano si potrebbe utilizzare in un film.

Una pioggia di note in scala eseguite dal piano ci accoglie in Diabolik e i sette nani, prima che lo stesso ceda il posto ai virtuosismi improvvisati del sax di Meroni, protagonista solitario per quasi tutta la durata del brano. Nel finale botta e risposta vivace tra i due interpreti.

Lothrorien è una lunga suite di circa venti minuti, registrata dal vivo, che presenta alcune variazioni lungo il suo cammino. Si comincia con un brioso gioco a due tra piano e clarinetto. Dai due minuti il posto di quest’ultimo è preso dal sax ma l’atmosfera non cambia di molto grazie al piano che continua imperterrito il suo pregevole lavoro. Poco avanti i due strumenti iniziano a “litigare”, con il sax che sembra imitare i lamenti di uno dei due contendenti. A litigata finita l’ambiente diventa più calmo, ma solo per poco, prima di un nuovo intreccio sonoro. Dopo i sette minuti il sax prende in mano la scena, in solitaria, in quella che sembra un’improvvisazione dai toni jazz. Dopo, in un nuovo segmento del brano, ritorna il solo piano, con due anime: una dolce e una invasata. La seconda avrà il sopravvento. Solo nei minuti finali torna il sax. (hamelinprog)

ROBERTO PICCHI ‎– Raggi Di Sole (1977, LP, Italy)


Un interessante compositore/musicista/attore, Roberto Picchi è nato a Brindisi ma viveva a Bologna, dove ha collaborato con molti artisti, tra i quali Claudio Lolli (sull'album Canzoni di rabbia) e Giorgio Lo Cascio (per il suo Il poeta urbano), prima di incidere un album solista pubblicato dalla Fonit-Cetra nel 1977.
L'album è inusuale per un cantautore, visto che Raggi di sole contiene solo sei lunghi brani, tutti della lunghezza di 6-8 minuti e con estese parti strumentali.
Un album molto bello, che mette in evidenza l'abilità di Picchi alla chitarra 12 corde e con un buon uso del sax e di strumenti elettrici, il disco è molto più vicino alla musica progressiva rispetto a quelli di altri artisti solisti che vengono etichettati con questo termine.
Il brano iniziale che dà il titolo all'LP, Raggi di sole, ha qualche influenza jazz, mentre la strumentale Negazioni è tra i momenti migliori dell'album, non molto distante dalle sperimentazioni etno-prog di Mauro Pagani. (Italianprog)

GRAMIGNA ‎– Gran Disordine Sotto Il Cielo (1977, LP, Italy) Re-up

A group formed in Milan by Martelli and Mompellio, coming from previous experiences (both had played in the beat era with I Messaggeri), that only released an album on the Ultima Spiaggia label in 1977. This can be a nice surprise to anyone into the Canterbury/Rock In Opposition sound, that only had good releases in Italy by Stormy Six and Picchio Dal Pozzo.
Their ten-track concept album Gran disordine sotto il cielo has strong similarities with the English group Henry Cow in the use of the female voice of Françoise Godard and such instruments as bassoon, oboe and violin, but even contains some lighter moments that make it a bit disjointed like the Ultima Spiaggia LP on the same label. An interesting album indeed, this deserves to be heard.
A ninth member joined the group soon after the album recordings, vibraphonist Valentino Marrè. Among the musicians involved, many have remained in the music biz, Martelli and Mompellio as composers, Mariani and Arcari as well known session musicians, the latter especially in the jazz field.